Quella del “tradurre” è un’azione necessaria per comunicare e necessaria per avvicinare i concetti di cui si vuol comunicare il senso alle altre persone, o più evidentemente, a persone che provengono da realtà culturali differenti.

Un elemento importante nel processo traduttivo è la presa di coscienza che ogni atto comunicativo comporta un “residuo comunicativo”: un concetto, una parola o anche solo un’espressione davanti alla quale sembra bloccarsi la nostra traduzione, che sembra quindi non potersi realizzare del tutto.

La traduzione è un’attività che comprende l’interpretazione del significato di un testo di origine e la successiva produzione di un nuovo testo, equivalente a quello di partenza ma esposto in un’altra lingua (lingua di destinazione o di arrivo).

Con il termine “traduzione” però, non s’indica soltanto l’atto del tradurre, ma anche il testo tradotto, e per questo motivo, spesso, alcuni studiosi e teorici, hanno preferito evitare tale ambiguità, usando termini più specifici: ad esempio Henri Meschonnic optò per il sostantivo “il tradurre”; e Georges Mounin scelse le locuzioni “attività traducente” o “operazione traducente”.

Scopo del traduttore è quello di portare il testo dalla lingua di origine alla lingua di destinazione in modo da mantenere il più possibile inalterato il significato e lo stile del testo, ricorrendo se necessario anche a processi di adattamento (importantissimi e spesso più frequenti e rilevanti di quanto si pensi).

A causa delle differenze tra le varie lingue però, è spesso difficile conservare al massimo sia il senso esatto quanto lo stile della scrittura (Il ritmo, il registro, il suono, la metrica) e dunque a volte il traduttore è costretto ad operare scelte che cambiano in funzione della natura del testo stesso e degli scopi che la traduzione si prefigge.

Vi sono poi casi, in cui può essere necessario fare ricorso a note esplicative o a perifrasi; questo può essere il caso di giochi di parole, parole che rimano o si somigliano nella lingua originale ma non in quella di destinazione, dei proverbi oppure di concetti tipici della lingua e della cultura d’origine che non hanno equivalenti diretti nella lingua di destinazione. Non sempre infatti una parola nella lingua di partenza può essere sostituita in una equivalenza completa con un’altra parole nella lingua d’arrivo e in questi casi tali parole devono essere trasposte unità di senso più grandi come unicum (ad esempio proverbi o formule di cortesia).

La scelta dell’unità traduttiva corretta è quindi una delle tecniche a cui i traduttori devono adeguarsi.

Due lingue si differenziano inoltre a livello formale.

Spesso nella lingua di partenza vi sono parole mancanti nella lingua d’arrivo e persino nella sintassi o nella costruzione della frase, con complementi o con sostantivi, esistono spesso sostanziali e rilevanti differenze di senso e messaggio.

Accanto alle differenze linguistiche devono essere considerati anche il tipo di testo, il fine e i destinatari della traduzione, poiché un saggio scientifico ha una formulazione diversa e più precisa rispetto, ad esempio, ad una rubrica giornalistica.

Dal punto di vista etico poi, è molto importante che la traduzione venga condotta basandosi sul testo nella sua lingua originale, anche se non è raro il caso di “traduzioni di traduzioni”, da lingue più diffuse di quella originale.

Esistono varie tipologie di “traduzione”:

Traduzione divulgativa
Consiste nella traduzione di testi di carattere divulgativo come notizie o testi di giornale.

Traduzione letteraria
È la traduzione di testi letterari, in prosa, in poesia etc.

Traduzione scientifica
Che si occupa di testi medici e scientifici.

Traduzione tecnica
Relativa a testi prettamente tecnici come ad esempio quelli di ingegneria, di meccanica, di informatica etc.

Traduzione economico-finanziaria

Traduzione giuridica

Traduzione giurata
È la traduzione ufficiale di certificati, documenti, titoli etc. che richiedono validità legale; questo tipo di traduzione può essere realizzata soltanto da traduttori accreditati, e cioè che siano in possesso della speciale qualifica di interpreti giurati.
Una traduzione giurata è anche detta “asseverata”. Il procedimento di asseveramento, o asseverazione è il “giuramento della traduzione di un documento” che viene richiesta in tutti i casi in cui è necessaria una attestazione ufficiale da parte del traduttore circa la corrispondenza del testo tradotto a quanto presente nel testo originale. Con l’asseveramento il traduttore si assume la responsabilità di quanto tradotto firmando un verbale di giuramento.

Traduzione simultanea
Con questa espressione poco corretta (come da noi spiegato nell’articolo sull’interpretariato) si intende il lavoro di traduzione immediata (in realtà “interpretariato”, appunto) di un discorso da una lingua ad un’altra nel suo svolgersi; viene normalmente usata in assemblee o convegni internazionali per permettere ad un uditorio composto da parlanti lingue diverse di seguire lo svolgersi dei lavori, ciascuno nella propria lingua.

Ovviamente, tutti i tipi di traduzione cui si è fatto cenno (e altri più specifici), fanno parte dell’offerta di servizi di Exprimere. Contattateci se avete bisogno di informazioni prestazioni professionali!

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